ARTROSI DELLA MANO

Le mani sono la sede più frequente di processi artrosici clinicamente rilevanti.
– esiste una base genetico-costituzionale (forme familiari)
– c’è spesso un evidente rapporto con l’attività manuale: è più precoce e più grave nelle dita maggiormente sottoposte ad aggravio lavorativo e a microtraumatismi

Sintomi:
– tipiche sono le nodosità che compaiono soprattutto alle articolazioni interfalangee distali (le articolazioni più estreme delle dita) dette “noduli di Heberden”.
– compare generalmente dopo i 45 anni d’età (ma talvolta anche nel 3° o 4° decennio)
– inizialmente compaiono dolori vaghi alle articolazioni delle dita, con intorpidimento e rigidità (specie dopo il riposo notturno)
– deformazioni delle articolazioni
– spesso gli episodi dolorosi interessano alternativamente una o un’altra articolazione (accessi infiammatori) accompagnati da rigidità e difficoltà del movimento, mentre la cute soprastante è calda e arrossata

Diagnosi:
– la “storia delle mani” e l’esame condotto dal medico spesso sono chiarificatrici
– Rx: conferma la tipica distribuzione delle lesioni artrosiche, quali la riduzione dello spazio articolare, gli osteofiti (“apposizioni” ossee che modificano il normale profilo dell’osso), l’osteosclerosi (addensamenti dell’osso in prossimità dell’articolazione stessa), ecc.

Terapia:
nelle fasi di riacutizzazione:
– applicazione di ghiaccio per 10-15 minuti più volte al giorno
farmaci analgesici-antiinfiammatori per ridurre l’infiammazione e l’edema
– fkt: ionoforesi, laserterapia a contatto, rieducazione funzionale nelle fasi senza infiammazione acuta (di quiescenza):
– rieducazione funzionale (per recuperare la mobilità)

responsabile web site: Dott. Paolo Bortolotto Medico Fisiatra - Padova

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