DOLORE ARTROSICO CERVICALE

E’ molto meno importante, per frequenza e intensità, di quello che le diagnosi mediche (eseguite con superficialità o scarsa competenza) farebbero credere, anche quando il referto di un’indagine radiologica dimostra la inequivocabile presenza di alterazioni osteo-articolari.

Sintomi:
– articolarità più o meno limitata (riduzione della libertà di movimento in una o più direzioni)
– dolore allorchè viene forzato il movimento del capo al di là del ristretto range permesso, o anche spontaneamente in fase acuta
– sensazioni e rumori di “scroscio” non legati a dolorabilità del collo

Diagnosi:
– Rx del rachide cervicale (per diagnosi differenziale in caso si sospetti una patologia diversa)

Terapia:
– Rieducazione funzionale (mobilizzazione attiva assistita/passiva) e/o rieducazione posturale o manipolazione vertebrale

– Terapia infiltrativa locale con farmaci omeopatici / omotossicologici e/o farmaci allopatici

– Riflessoterapia agopunturale / agopuntura

– Kinesiotaping (bendaggio adesivo elastico)

– Terapia fisica vascolare (campo elettromagnetico a bassa densità a regolazione ritmica)
– Terapie fisiche, prevalentemente per favorire la risoluzione di fasi infiammatorie acute

–  FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) in casi selezionati terapia

– Palestra (esercizi fisici e posturali) da eseguire a domicilio

TORCICOLLO MIOGENO

E’ una deviazione dell’asse del segmento cervicale (rotazione e/o inclinazione forzata del rachide cervicale), le cui cause possono essere:
– infezioni virali
– distrazione muscolare
– psicogene (è uno spasmo muscolare “involontario e protratto” conseguente a conflitti psicoaffettivi)

Sintomi:
dolore e limitazione, più o meno importante, del movimento del capo (impotenza funzionale)

Diagnosi:
esame fisico e anamnesi, eventualmente corredate da indagini radiografiche

Terapia:
farmaci analgesici-antiinfiammatori
– una blanda termoterapia (applicazioni di calore, in varie forme) risulta rilassante e lenitiva
farmaci miorilassanti-ansiolitici, secondo il parere del medico

SINDROME DA ‘COLPO DI FRUSTA CERVICALE’

Sono traumi da distorsione-sublussazione (molto più raramente da lussazione e/o frattura) del rachide cervicale conseguenti a brusche decelerazioni e/o accelerazioni subite dalla colonna cervicale: ad esempio da impatto frontale o da subito tamponamento in automobile.
Una posizione di rotazione della testa al momento dell’impatto condiziona le caratteristiche della lesione e generalmente aumenta la gravità del danno.

Sintomi:
– dolore cervicale più o meno intenso, talvolta insorgente anche a distanza di ore dal trauma od occasionalmente con un incremento apprezzabile della sintomatologia dolorosa nei giorni seguenti
– numerosi possono essere i sintomi di irritazione del sistema nervoso simpatico cervicale, tra i quali ricordiamo: i disturbi dell’orecchio (acufeni, ipoacusia, instabilità o vertigini posturali, ecc.) e i disturbi dell’occhio (dolori retrobulbari, annebbiamenti della vista, ecc.)
segni di irritazione di una o più radici nervose cervicali:
– sesto nervo cervicale: formicolio e/o diminuzione della sensibilità all’avambraccio e al 1° dito della mano (principalmente), dolore spontaneo alla spalla e regione scapolare
– settimo nervo cervicale: formicolio e/o diminuzione della sensibilità del 2° e 3° dito, dolore spontaneo nella regione postero-superiore del braccio e scapolare
– ottavo nervo cervicale: formicolio e/o diminuzione della sensibilità del 4° e 5° dito della mano, dolore spontaneo in regione scapolare e interna del braccio e avambraccio

Diagnosi:
– Esame obiettivo (con particolare attenzione all’esame neurologico)
– Rx di routine (eventualmente con proiezioni radiografiche particolari: oblique, in flessione e in estensione, ecc.)
– Elettromiografia (capace di dimostrare un danno neurologico generalmente dopo tre settimane dal trauma)
– Risonanza magnetica nucleare o T.A.C.

Terapia:
– collare ortopedico di immobilizzazione (di caratteristiche diverse a seconda del danno subito) da indossare più precocemente possibile dopo il trauma e per un periodo generalmente non superiore ai 7-10 giorni
farmaci analgesici-antiinfiammatori e farmaci miorilassanti; talvolta farmaci ansiolitico-sedativi
Trascorsi alcuni giorni dal trauma, può essere utile una
– Fkt che, a seconda delle necessità, può includere delle forme di blanda termoterapia, correnti analgesiche, laserterapia, massoterapia per sfioramento, trazioni cervicali e rieducazione funzionale assistita

SINDROME SCAPOLO-COSTALE

Il tuo dolore è prevalente nella regione compresa tra la scapola (spesso all’angolo superiore) e la colonna vertebrale.

Relativamente frequente, è dovuta a trazione protratta dei fasci muscolari che stabilizzano la scapola (muscolo elevatore della scapola e romboidi) ed irritazione-infiammazione di queste strutture miofasciali in prossimità della loro inserzione alla scapola stessa.
Spesso è causata da una cifosi dorsale accentuata (curvatura in avanti della colonna) da :
– cause occupazionali (posture scorrette e protratte) e/o affaticamento eccessivo
– psico-emotive (“atteggiamento curvo” del soggetto depresso; tensione muscolare prolungata nel soggetto ansioso)

Sintomi:
dolore in regione interscapolo-vertebrale (angolo superiore o margine interno della scapola), talvolta descritto come bruciante.

Diagnosi:
è essenzialmente basata sull’esame fisico e anamnestico del soggetto

Terapia:
– Fkt: rieducazione posturale, laserterapia a scansione e a puntale
Farmaci analgesici-antiinfiammatori
– Infiltrazioni nelle aree trigger (“punti grilletto”)

responsabile web site: Dott. Paolo Bortolotto Medico Fisiatra - Padova

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