Disordine Cranio Cervico Mandibolare

Articolazione mandibolare e sintomi associati

admin

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Il percorso di cura con Manual Therapy Padova

Una nuova visione multidisciplinare e relativo trattamento locale e causale per la forma cronica.

 

Dott. Michele Sarto, Fisioterapista, Osteopata > terapia manuale, articolare, miofasciale specializzata per ATM

Dott. Paolo Bortolotto, Medico Fisiatra > terapia micro-infiltrativa e terapia disfunzioni  biologiche sistemiche
Alta Formazione in Neuro-immuno-modulazione, Metabolismo, Nutrizione Clinica, Riabilitazione Fisico-motoria

 

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La fisioterapia dei disordini temporo-mandibolari è:

  • Basata sulle migliori evidenze scientifiche
  • È efficace a lungo termine nella riduzione del sintomi e dei disturbi associati
  • Ti insegna a gestire in autonomia il tuo disturbo
  • Si basa su una valutazione approvata a livello internazionale ma allo stesso tempo completamente personalizzata sulla persona e i suoi bisogni.

Approfondisci di cosa si tratta?

Il disordine temporo-mandibolare è un insieme di sintomi che colpisce l’articolazione della mandibola (ATM), che come risultato non è più perfettamente bilanciata a livello neuromuscolare, legamentoso e fasciale.

È una patologia che colpisce preferibilmente le donne (8:1 rispetto agli uomini) in giovane età, dai 16 ai 50 anni.

È una problematica che è essenziale affrontare in equipe con Fisioterapista, Medico specialista Fisiatra, Odontoiatra, Dentista, Chirurgo Maxillo-Facciale e talvolta Psicologo.

Sintomi del Disordine Temporo-Mandibolare (DTM)

Non solo disturbi alla masticazione o click mandibolari, ma anche dolori a occhi, orecchie e testa. Spesso sono invalidanti e percepiti molto negativamente dal paziente. Leggi nella foto sotto tutti i sintomi collegati al DTM!

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Cos’è l’articolazione temporo-mandibolare?

È una doppia articolazione: temporo-mandibolare di destra e di sinistra. Lavorano sempre contemporaneamente e si influenzano reciprocamente. Per questo è fondamentale che lavorino in equilibrio tra loro.

È formata da:

  • Cavità glenoidea e condilo dell’osso temporale
  • Disco, fibrocartilagineo di forma biconcava
  • Condilo mandibolare

L’articolazione è rinforzata da una capsula articolare e da legamenti che hanno il compito di stabilizzare il movimento della mandibola.

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Movimenti e azioni muscolari

La mandibola può eseguire i seguenti principali movimenti:

  • Apertura, per gravità e azione soprattutto dei muscoli ioidei
  • Chiusura, per azione dei potenti muscoli temporale, massetere e pterigoideo interno
  • Deviazione laterale, per azione sincrona di pterigoideo laterale di un lato e pterigoideo interno controlaterale.
  • Protrusione, pterigoideo mediale e pterigoideo laterale inferiore

Prova a testare se la tua apertura è normale!

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Si esegue con un semplice test, detto delle “tre dita”. Se sei in grado di aprire la bocca e “infilare” le dita tra le arcate dentali come in figura la tua articolazione ha il normale grado di apertura.

Concetto di unità cranio-cervico-mandibolare e relazioni sistemiche dell’ATM

L’ATM ha forti relazioni anatomo-funzionali e neurologiche con cranio e colonna cervicale tanto che, appunto, si parla di unità Cranio-Cervico-Mandibolare.

Nella valutazione si esplorerà, quindi, l’aspetto

Biomeccanico:

  • Mandibola: mobilità articolare, tensione muscolare, eventuali click in apertura o chiusura.
  • Cervicale (soprattutto il cardano Occipite-Atlante-Asse, ovvero C0-C1-C2)
  • Cranio, nello specifico a livello di tensione muscolare e densità fasciale.

Neurologico, biologico sistemico e posturale:

  • Disfunzioni biologiche neuro-metaboliche sistemiche, relazione con occhi, apparato vestibolare e piede.

Fasciale viscerale:

  • Successione viscero-parietale centrale profonda e superficiale.

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Test visivo veloce

Per valutare velocemente l’unità cranio cervicale a livello posturale esiste un semplice test visivo che consiste nella valuta dell’allineamento tra interlinea pupillare e linea occlusale.

Nella situazione di parallelismo, l’inclinazione è probabilmente dovuta ad un problema cervicale.

Se, invece, c’è dis-parallelismo siamo davanti ad un problema primariamente mandibolare.

Perché si sviluppa un DTM?

Solitamente esiste una “base” predisponente l’insorgere del disordine , tra cui patologie sistemiche infiammatorie, disturbi ormonali… fattori psico-emotivi come stress o depressione (vedi paragrafo successivo) o, come detto, particolari alterazioni o mal posizioni della struttura mandibolare.

Su questa base si possono inserisce  fattori “scatenanti”, come per esempio traumi fisici (colpi di frusta e traumatismi cranio-facciali) e sviluppo di para-funzioni come serramento e bruxismo.

Una mal occlusione viene solitamente considerata come un fattore contribuente.

Gold Standard per la valutazione (DC/TMD)

La diagnosi dei disordini temporo-mandibolari è stata oggetto di moltissima ricerca a livello internazionale negli ultimi trent’anni. L’ultima revisione del 2014 del Diagnostic Criteria for TMD (DC/TMD) ha ampio consenso a livello internazionale ed è utilizzata dai professionisti della salute che si occupano di riabilitazione dell’Atm, in quanto Gold Standard per la valutazione.

Comprende un’approfondita anamnesi che include anche questionari scritti e un approfondito esame clinico tramite vari tests. Questa combinazione permette di identificare la causa principale del disturbo.

Complessità del paziente con DTM!

Non frequentemente è presa in seria e “concreta” considerazione (con valutazione circostanziata e trattamento pratico) ciò che si conferma come causa primaria nelle forme croniche:

esiste una forte evidenza che nella maggior parte dei casi il DTM sia multifattoriale (cioè raramente è sufficiente il solo fattore meccanico), nella forma di un’interazione tra vari meccanismi, biologici, condizioni ambientali e psicosociali.

È dimostrato come lo stress cronico (fisico, psichico, metabolico) o, più avanti, l’infiammazione sistemica cronica di basso grado (Chronic Inflammatory Disease),  siano il denominatore comune di molti disturbi spesso associati al DTM, come:

Fibromialgia, CFS (Chronic Fatigue Symdrome), Disturbi del sonno, Cefalea miotensiva, ma anche altre patologie croniche degenerative…

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In tutte queste situazioni si può riscontrare:

– produzione di citochine infiammatorie (IL2, IL6, TNF alfa) ad azione sistemica
alterazioni ormonali (es. riduzione di estradiolo, ipotiroidismo subclinico…)
– sensibilizzazione del sist. nervoso centrale e periferico con alterata regolazione del dolore
persistente tensione muscolare locale (Bruxismo), tensione cervicale e sistemica
artrosi dell’ATM e danno del disco articolare da sovraccarico pressorio (tensione muscolare)
– avvio di un sistema a feedback negativo in cui si instaurano somatizzazioni, ansia e depressione

Nelle forme croniche – persistenti i fattori intrinseci locali (occlusali e traumatismi) saranno cofattori, ma la parte sistemica appare preponderante ed evidente!

Il trattamento definitivo / Novità

è l’eliminazione delle cause primarie, presenti nella forma cronica, possibile dopo valutazione mediante strumentazione a tecnologia avanzata (BIA-ACC e PPG-Stress Flow) e addestramento medico specialistico:
conoscenza delle complesse inter-relazioni delle funzioni fisiologiche sistemiche e terapia di Neuro-immuno-modulazione, Metabolismo, Nutrizione Clinica, Riabilitazione Fisico-motoria

È un trattamento, di auto-regolazione organica.

Si compone di:
nutrizione anti-infiammatoria personalizzata e integrazione alimentare

esercizio fisico specifico per il recupero delle alterazioni delle funzioni ipotalamo-ipofisi-surrenaliche (HPA) e SNC

biofeedback respiratorio e altre tecniche per la modulazione funzionale del sistema nervoso (stress-system) e modifica “strutturale” di aree cerebrali disfunzionali, come la corteccia pre-frontale, ippocampo, insula…

corretto stile di vita per ridurre le cause di stress cronico e l’infiammazione sistemica cronica di basso grado

 Bibliografia
– Signs and symptoms of first-onset TMD and sociodemographic predictors of its development. G.Slade, E. Bair, R. Ohrbach, Journal of Pain, Dec 2014
– Long Term Outcomes after treatment of Tmj osteoarthritis with exercise and manual therapy. Cranio, 2002
– Straub RH, Evolutionary medicine and chronic inflammatory state-known and new concepts in pathophysiology. 2012, J MOLMED (BERL) 90: 523-53
– Tsigos C, Stefanaki C, Lambrou GI, Boschiero D, Chrousos GP, Stress and Inflammatory Biomarkers and Symptoms are Associated with Bio-Impedance Measures, Eur J Clin Invest. 2014 nov 28. doi: 10.1111/eci.12388
– Benoliel R, Sharav Y. Masticatory myofascial pain, and tension-type and chronic daily headache. In Sharav Y, Benoliel R, editors. Orofacial pain and headache. Edinburgh: Mosby; 2008. p. 109–28.
– M Nater U et al., Stress as a Pathophysiological Factor in Functional Somatic Syndromes, Current Psychiatry Reviews, Volume 7, Number 2, May 2011, pp. 152-169(18)
– D’Aurea Furquim B et al., TMD and chronic pain: A current view, Dental Press J. Orthod. Vol.20 no.1 Jan-Feb 2015
– Gui MS, Chronicity factors of temporomandibular disorders: a critical review of the literature Braz. Oral res. Vol.29 no.1 Sao Paulo Epub Jan 13, 2015
– Visscher CM et al., Psychological distress in chronic craniomandibular and cervical spinal pain patients, European J of Oral Science, 21 Dec 2001
– Schuz B et al, Stress, coping, and craniomandibular disorders, Schmerz, Berlin Univ., 1 nov 2006, 20(6):490-497