Curare le sofferenze articolari e muscolari
(anche) con l’alimentazione

Una medicina innovativa
curare sofferenze muscolari e articolari

Un tempo sarebbe stata un’affermazione propria di una “medicina alternativa”, ora è la più innovativa e aggiornata medicina, validata da un gran numero di studi internazionali.
E’ un modo di operare che integra, coerentemente, tutte le conoscenze scientifiche per trattare un disturbo o preservare la salute globale dell’individuo.
Interagire con i vari parametri fisiologici (metabolici, endocrini, immunologici, neurologici e psicologici) attraverso l’alimentazione, il controllo dell’attività fisica e dello stress, rappresenta una vera trasformazione della medicina.
Sono principi, questi, che stanno già entrando nella pratica quotidiana di numerosi Paesi, specie nord-europei e nord-americani, pur essendo in altri ambiti sanitari, ancora poco conosciuti e praticati.

L’alimentazione, oltre che un piacere, è infatti un’efficace medicina!
O, inversamente, può essere causa di malattia.
E non basta conoscere un concetto astratto, spesso ripetuto dai media. E’ necessario conoscere la precisa portata dell’affermazione, le conseguenze concrete, attuali e previsionali sul singolo individuo che derivano da un’alimentazione non appropriata e le possibilità di guarigione o di prevenzione.

Esiste infatti una stretta connessione tra disturbi muscolo-scheletrici (dolore cervicale, lombare, dolori articolari migranti ecc.) e stress cronici di varia origine: stress metabolico – alimentari, ma anche stress psico-emotivi e stress fisici come sedentarietà o eccessiva attività fisica, inquinanti, addittivi, ecc. (vedi Infiammazione sistemica cronica in www.fkt.it).
In tutte queste situazioni si creano squilibri della composizione corporea e del sistema nervoso, riduzione della massa muscolare, degli ormoni cortisolo, estrogeni, testosterone, del calcio osseo e osteoporosi, tutti fattori che favoriscono fortemente i dolori articolari.

Non solo. Gli alimenti, oltre ad influenzare quotidianamente il metabolismo, possono realmente condizionare il comportamento delle cellule deprimendo il sistema immunitario e favorendo la degenerazione tumorale.
Il Prof. Antonio Moschetta, vincitore del premio R. Weitzman Memorial Award 2014, assegnato dalla Società di Endocrinologia USA, afferma che “i nutrienti entrano in noi, agganciano il nostro DNA e ci cambiano dall’interno”: la relazione tra geni e ambiente (epigenetica) avviene tramite recettori nucleari “appoggiati” sul DNA che funzionano come una sorta di interruttore capace di accendere o spegnere i geni.

Il cibo è in grado di determinare importanti regolazioni nell’organismo, tra le quali indurre uno stato infiammatorio cronico.
Le stesse cellule adipose in surplus partecipano all’attivazione delle malattie, producendo molecole pro-infiammatorie (citochine) che alterano il metabolismo degli estrogeni ed il sistema immunitario.

L’alimentazione dovrà essere basica (PRAL-):
infatti un’alimentazione “acida” da eccesso di farinacei, formaggi, insaccati, carni e povera di vegetali, determina un consumo di ioni calcio e potassio sottratti a osso e muscolo, che risultano indeboliti e facilmente dolenti, oltre a favorire l’osteoporosi per il consumo di fosfati.

L’alimentazione dovrà essere cicardiana:
una dieta che non rispetta i ritmi fisiologici cicardiani-giornalieri (gli orari del nostro orologio biologico), ovvero la corretta distribuzione e quantità dei vari alimenti nel corso della giornata, determina alterazioni ormonali (cortisolo ecc.) con riduzione di massa e forza muscolare, anch’essi fattori rilevanti nell’insorgenza di dolori articolari e muscolari.

L’alimentazione dovrà essere a basso indice glicemico:
il danno da dieta non cicardiana riguarda in particolare i cibi ad alto indice glicemico (zuccheri, carboidrati raffinati) che se consumati in eccesso, ed in particolare alla sera, mantengono alti i livelli di glucosio e insulina notturna favorendo l’insorgenza di diabete di tipo 2 e sindrome metabolica.

L’alimentazione anti-infiammatoria (www.fkt.it) dovrà dunque essere abbondante al mattino, meno a pranzo e ancor meno a cena, riducendo e riservando i cereali (pane, pasta, farinacei) e gli zuccheri (dolci e frutta) alla prima parte della giornata in cui tali alimenti vengono più correttamente assimilati e non interferiscono con i cicli ormonali ed il riposo notturno.

1a

 

Una corretta e “personalizzata” sequenza alimentare, basata sulle specifiche carenze o necessità, sarà possibile mediante una valutazione con apparecchiatura bio-impedenziometrica BIA-ACC, ripetuta nel corso della correzione alimentare, e con PPG-Stress Flow (analisi del sistema nervoso autonomo, variabilità della frequenza cardiaca HRV, …).
(Tsigos C, Stefanaki C, Lambrou GI, Boschiero D, Chrousos GP, Stress And Inflammatory Biomarkers And Symptom Are Associated With Bio-Impedance Measures, Eur J Clin Invest. 2014 Nov 28. Doi: 10.1111/eci.12388.).

In sintesi, di fronte ad un dolore muscolo-scheletrico è essenziale non limitarsi alla semplice soppressione del sintomo (per via farmacologica o fisioterapica), ma ricercare un concreto equilibrio dell’organismo, misurabile e confrontabile.

La riabilitazione di un paziente con disturbi muscolo-articolari, specie se interessanti più distretti corporei, verrà affrontata sia sul piano fisico-motorio (riequilibrio articolare e posturale, azione antiinfiammatoria locale), sia su un piano alimentare e metabolico, o se necessario, anche su quello psico-emotivo, ricercando comportamenti, stile di vita e opportune tecniche che riducano gli stress.

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(per una bibliografia più completa si rimanda a Bibliografia generale)

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