Life style

 

E’ un modo per migliorare la nostra qualità di vita attraverso una serie di interventi individualizzati, sulla base di valutazione medica e strumentale, e di indirizzi generali per affrontare correttamente la quotidianità, dall’alimentazione all’attività fisica, dalla gestione dell’attività lavorativa al tempo libero, passando attraverso un gran numero di importanti, ma talvolta anche piccoli comportamenti.
Questo stesso stile di vita coincide con la migliore possibilità di prevenire le malattie, o per quelle inevitabili (ad esempio infettive o traumatiche) di affrontarle, dal punto di vista immunitario e della risposta di reazione dell’organismo, nel migliore dei modi.
Attraverso un corretto stile di vita ci si può avvicinare o raggiungere il concetto di Salute, così come l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’ha definita, ovvero non solo come assenza di malattia, ma come stato di benessere psicofisico.

Il rischio di malattie cronico-degenerative dell’invecchiamento è legato per circa 1/3 a fattori genetici, ma per ben 2/3 al proprio stile di vita: alimentazione, attività motoria, stress, attività igienico-comportamentale, relazioni sociali, fattori ambientali, e così via.
E’ evidente come per poter attuare tale prevenzione non ci si rivolga ad una popolazione anziana, ma ad una popolazione principalmente giovane, poichè precocemente inizia una fisiologica involuzione dei vari sistemi funzionali del nostro organismo.

Le basi di un corretto lifestyle sono:

– Corrette sequenze alimentari individualizzate (alimentazione antinfiammatoria)
l’alimentazione più indicata per tale scopo dovrà essere genericamente con:

• un basso carico glicemico complessivo giornaliero (GL) nonché l’assunzione preferenziale di cibi a basso indice glicemico (GI).
Ciò si traduce in una riduzione della glicemia e della secrezione di insulina, riduzione del colesterolo totale e miglioramento del rapporto LDL-HDL, miglioramento della funzionalità renale e dell’attività fermentativa del colon.
Il controllo del GL ha dimostrato attività di prevenzione del diabete tipo 2, patologie cardiovascolari, numerose neoplasie, e obesità.
Per quest’ultima, come si noterà, non tutta l’attenzione è posta sul carico lipidico degli alimenti, come fino a pochi anni fa è stato fatto, riconoscendo invece un ruolo importante al carico glicemico sulla base di numerosi studi.

– Liu S, Manson JE, Stampfer MJ, Holmes MD, Hu FB, Hankinson SE, Willett WC, Dietary glycemic load assessed by food-frequency questionnaire in relation to plasma high-density- lipoprotein cholesterol and fasting plasma triacylglycerols in postmenopausal women, Am J Clin Nutr, 2001 Mar, 73(3):560-6;
– Jenkins DJ, Kendall CW, Augustin LS, Franceschi S, Hamidi M, Marchie A, Jenkins AL, Axelsen M, Glycemic index: overview of implications in health and disease, Am J Clin Nutr, 2002 Jul, 76(1):266S-73S;
– Bell SJ, Sears B, Low-glycemic-load diets: impact on obesity and chronic diseases, Crit Rev Food Sci Nutr, 2003, 43(4):357-77;
– Brand-Miller JC, Glycemic load and chronic disease, Nutr Rev, 2003 May, 61(5 Pt 2):S49- 55;

E’ stata dimostrata inoltre una migliore risposta glicemica alla colazione del mattino nel caso in cui sia limitato il carico glicemico della cena precedente.
La personalizzazione della valutazione metabolica dell’individuo, possibile con sistemi di elaborazione dei dati, ci permette di interagire anche con altri fattori capaci di alterare il metabolismo glicidico, come il metabolismo basale e gli scostamenti dell’equilibrio dell’asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surrenalico) legato allo stress cronico con aumento o alterazione flat dell’ormone cortisolo e a sua volta infiammazione cronica, riduzione delle difese immunitarie, sviluppo di sintomatologia aspecifica cronica (MUS) e cronica degenerativa.

Un’alimentazione a carico acido renale potenziale negativo (PRAL -)
un’alimentazione “acida” (PRAL+), infatti, concorre negativamente al danno muscolo-scheletrico. Tale acidità renale potenziale, dovuta ad un eccesso di farinacei, formaggi, insaccati, carni e povera di vegetali, viene corretta dall’organismo attraverso i vari sistemi tampone con un consumo di ioni Ca++ (calcio) e K+ (potassio) di cui sono ricchi i tessuti muscolari e ossei. Muscoli e ossa risulteranno quindi indeboliti da questa condotta alimentare favorendo con ciò dolori articolari e muscolari, oltre a favorire l’osteoporosi per il consumo di fosfati da parte dell’osso.

Un’alimentazione cicardiana, che rispetta cioè i ritmi fisiologici giornalieri (gli orari stabiliti dal nostro orologio biologico), ossia la corretta distribuzione delle varie componenti alimentari nel corso della giornata.
Al contrario i ritmi alimentari a cui spesso nella società occidentale siamo costretti, dal lavoro e dai ritmi frenetici di vita, determina delle alterazioni ormonali (principalmente del cortisolo) con azione di indebolimento e riduzione della massa muscolare, ancor esso fattore determinante nell’insorgenza e mantenimento di dolori articolari e muscolari.  In particolare tale effetto negativo in rapporto al ciclo cicardiano riguarda i cibi ad alto indice glicemico (pane, pasta, farinacei) e gli zuccheri (dolci e frutta) che se consumati nella seconda metà della giornata, o ancor più alla sera, mantengono alti i livelli di glucosio e insulina notturna (favorendo l’insorgenza di diabete di tipo 2 e sindrome metabolica).

– Nutraceutica: integrazione alimentare di microelementi, sali minerali, vitamine, fitoelementi, proteine, aminoacidi, ecc., utili qualora l’alimentazione e/o lo stile di vita non risultino sufficienti a mantenere una corretta omeostasi)

– Riabilitazione posturale e fisico-motoria
tale riabilitazione dovrà essere mirata a:
– incrementare la propria massa muscolare, ciò ha un’importanza fondamentale nel mantenere gli equilibri metabolici in quanto nel muscolo risiedono le principali riserve energetiche (deposito di glicogeno) e dal muscolo vengono prodotte importanti sostanze ad azione antinfiammatoria (miochine e citochine)
– curare la postura, ovvero la posizione complessiva e reciproca dei segmenti corporei, normalizzare i distretti disfunzionali e le catene mio-fasciali alterate, riveste spesso un’importanza che va al di là degli stessi segmenti corporei trattati.
– migliorare la capacità aerobica, in quanto stimolo del metabolismo cellulare (formazione di ATP/energia), nonché incremento dell’ossigenazione ematica per contrastare l’acidosi respiratoria e migliorare il tono della muscolatura liscia viscerale

– Controllo dello stress emotivo e degli stress cronici più in generale
Tali comportamenti che andranno a modificare la nostra vita, se compresi appieno, non saranno percepiti come un obbligo o una costrizione, ma anzi espressione di una positiva voglia di cambiare e capaci di generare entusiasmo e felicità nel riuscire a modificare il proprio comportamento, specie se le abitudini, le resistenze altrui, il radicato modus operandi della società e del mercato ci avesse creato più di qualche difficoltà.

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