Curare il dolore cervicale e lombare

(anche) con l’alimentazione

Dott. Paolo Bortolotto - Fisiatra

curare con alimentazione

Una medicina innovativa su basi scientifiche.

Un tempo sarebbe stata un’affermazione propria di una “medicina alternativa”, ora è la più innovativa e aggiornata medicina, validata da un gran numero di studi internazionali.

Attraverso l’alimentazione, il controllo dell’attività fisica e dello stress è possibile interagire con i vari parametri fisiologici (metabolici, endocrini, immunologici, neurologici e psicologici) con concreti benefici sui disturbi muscolo-scheletrici così come su vari altri disturbi funzionali.
La concreta possibilità dell’uso dell’alimentazione in chiave terapeutica e preventiva, sono principi già entrati nella pratica quotidiana di numerosi Paesi, specie nord-europei e nord-americani, pur essendo, in altri ambiti sanitari, ancora poco conosciuta e praticata.

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L’alimentazione, oltre che un piacere, è infatti un’efficace medicina!
O, inversamente, può essere causa di malattia.
E non basta conoscere un concetto astratto, spesso ripetuto dai media. E’ necessario conoscere la precisa portata dell’affermazione, le conseguenze concrete sul singolo individuo, le possibilità di guarigione o di prevenzione.
Esiste infatti una stretta connessione tra disturbi muscolo-scheletrici (dolore cervicale, lombare, dolori articolari migranti ecc.) e stress cronici di varia origine:
stress metabolico-alimentari, ma anche stress psico-emotivi e stress fisici come sedentarietà o eccessiva attività fisica, inquinanti, addittivi, ecc. (vedi Infiammazione sistemica cronica).

In tutte queste situazioni si creano squilibri della composizione corporea e del sistema nervoso, riduzione della massa muscolare, degli ormoni cortisolo, estrogeni, testosterone, del calcio osseo e osteoporosi, tutti fattori che favoriscono fortemente i dolori articolari.

Non solo. Gli alimenti, oltre ad influenzare quotidianamente il metabolismo, possono realmente condizionare il comportamento delle cellule deprimendo il sistema immunitario e favorendo la degenerazione tumorale.
Il Prof. A. Moschetta, premio R. Weitzman Memorial Award 2014, Società di Endocrinologia USA, afferma che “i nutrienti entrano in noi, agganciano il nostro DNA e ci cambiano dall’interno”: la relazione tra geni e ambiente (epigenetica) avviene tramite recettori nucleari “appoggiati” sul DNA che funzionano come una sorta di interruttore capace di accendere o spegnere i geni.
Il cibo è in grado di determinare importanti regolazioni nell’organismo, tra le quali indurre uno stato infiammatorio cronico.
Le stesse cellule adipose in surplus partecipano all’attivazione delle malattie, producendo molecole pro-infiammatorie (citochine) che alterano il metabolismo degli estrogeni ed il sistema immunitario.

Le basi dell’alimentazione anti-infiammatoria.

Senza poter qui entrare nel dettaglio del singolo individuo,
l’alimentazione dovrà essere basica (PRAL-):
infatti un’alimentazione “acida” da eccesso di farinacei, formaggi, insaccati, carni e povera di vegetali, determina un’alterazione di ioni calcio e potassio in osso e muscolo, oltre a favorire l’osteoporosi per il consumo di fosfati.
L’alimentazione dovrà essere cicardiana:
una dieta che non rispetta i ritmi fisiologici giornalieri (gli orari del nostro orologio biologico), ovvero la corretta distribuzione dei vari alimenti nel corso della giornata, determina alterazioni ormonali (cortisolo ecc.) con riduzione di massa e forza muscolare, favorenti dolori articolari e muscolari.
L’alimentazione dovrà essere a basso indice glicemico:
i cibi ad alto indice glicemico (zuccheri, carboidrati raffinati), se consumati in eccesso, ed in particolare alla sera, mantengono alti i livelli di glucosio e insulina notturna favorendo l’insorgenza di diabete di tipo 2 e sindrome metabolica.

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L’alimentazione anti-infiammatoria (www.fkt.it) dovrà dunque essere abbondante al mattino, meno a pranzo e ancor meno a cena, riducendo e riservando i carboidrati (pane, pasta, farinacei) e gli zuccheri (dolci e frutta) alla prima parte della giornata in cui tali alimenti vengono più correttamente assimilati e non interferiscono con i cicli ormonali ed il riposo notturno.

Un’alimentazione + nutraceutica individualizzata.
Riduzione di eventuali disturbi psico-emotivi.

Una corretta e “personalizzata” sequenza alimentare, basata sulle specifiche carenze o necessità, sarà possibile mediante una valutazione con apparecchiatura bio-impedenziometrica multifattoriale, ripetuta nel corso della correzione alimentare, oltre ad un esame PPG (analisi del s. nervoso autonomo simpatico e parasimpatico, variabilità della frequenza cardiaca HRV, e altri indici di salute) per impostare una corretta attività fisico-riabilitativa e strategie di modulazione psico-emotiva.
(Tsigos C, Stefanaki C, Lambrou GI, Boschiero D, Chrousos GP, Stress And Inflammatory Biomarkers And Symptom Are Associated With Bio-Impedance Measures, Eur J Clin Invest. 2014 Nov 28. Doi: 10.1111/eci.12388.).

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In sintesi, di fronte ad un dolore muscolo-scheletrico è essenziale non limitarsi alla semplice soppressione del sintomo (ad esempio per via farmacologica), ma ricercare un concreto equilibrio dell’organismo.

Trattamento fisiatrico / posturale / osteopatico.

Naturalmente, oltre al piano alimentare-metabolico ed eventualmente psico-emotivo (spesso determinante), sarà necessario un intervento prettamente fisiatrico, che noi impostiamo secondo un modello che abbiamo definito “etico”: integrazione della più moderna tecnologia con metodi naturali, a bassa invalidità e privi di effetti collaterali:

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infiltrazioni articolari e microinfiltrazioni con farmaci low-dose omeopatici-omotossicologici (omeosiniatria) scelti sulla base di comprovata efficacia ed evidenza scientifica, neuro-agopuntura (vedi bibliografia 124-128)
terapia manuale, osteopatia,  correzione posturale, esercizio terapeutico 
massoterapia, linfodrenaggio manuale, kinesio-taping. A scopo antistress è utilizzato il massaggio ayurvedico
stimolazione non invasiva del micro-circolo artero-venoso mediante onde Bemer-type ad alta efficienza, base per ogni trattamento muscolo-scheletrico infiammatorio o cronico.

L’efficacia della cura non può prescindere da un contesto di strutture, relazioni e organizzazione non ansiogeno e orientato all’accoglienza, il relax ed il coinvolgimento nel processo di cura.


 

DOTT. PAOLO BORTOLOTTO   medico fisiatra, responsabile di redazione del sito fkt.it (curriculum)
se vuoi conoscere meglio la mia attività e cosa ispira il mio lavoro clicca su questi links:
team, mission, phylosophy, nature & technology.

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il mio lavoro in ambulatorio è in collaborazione con il
DOTT. MICHELE SARTO   fisioterapista e posturologo (curriculum)

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SE DESIDERI CONTATTARCI

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