TENDINITE E BORSITE

Sono probabilmente i disordini più frequenti della spalla che si presentano all’ambulatorio medico.
La causa è attribuibile, nella maggior parte dei casi, ad un uso eccessivo o ad un non corretto equilibrio dei muscoli che permettono i movimenti della spalla. Ciò determina l’infiammazione e il rigonfiamento della borsa (sacco a contenuto fluido che diminuisce l’attrito causato dal movimento della spalla) e/o di uno dei tendini della spalla stessa. Con maggior frequenza è interessato il tendine del muscolo sovraspinato.

Sintomi:
– dolore al movimento del braccio (talvolta con limitazione nei gesti della vita quotidiana, ad esempio pettinarsi, raggiungere la tasca posteriore dei pantaloni, allacciarsi il reggiseno, ecc.)
– spesso molto dolente di notte, ma anche di giorno (con un dolore descritto come sordo o angustiante)
– frequente l’irradiazione distale del dolore (è avvertito con la massima intensità nella parte esterna del braccio, a metà tra spalla e gomito)

Diagnosi:
– può essere sufficiente la valutazione del movimento del braccio, che risulta limitato e dolente in alcune delle direzioni cui è normalmente concesso
– Rx per evidenziare eventuali calcificazioni della cuffia dei rotatori (insieme dei muscoli che contribuiscono al movimento della spalla, ad esempio il sovraspinoso, il sottospinoso ecc.)

Terapia naturale:

– palestra: in fase acuta esercizi pendolari; in fase subacuta-cronica altri esercizi fisici (vedi palestra spalla)                                          – crioterapia (solo in fase acuta): applicazione di ghiaccio più volte al giorno (per una durata di circa 15’ ciascuna)

– taping elastico neuro-muscolare

– astensione dalle attività più gravose per la spalla o in rari casi ortesi di scarico del braccio per breve periodo

– infiltrazioni articolari / microinfiltrzioni sui trigger points o punti di agopuntura con farmaci omeopatici o omotossicologici
farmaci omeopatici e/o omotossicologici
– agopuntura / neuroriflessoterapia

–  esercizi posturali e/o di recupero del range articolare

– alimentazione anti-infiammatoria (personalizzata sulla base di tests strumentali non invasivi)

– riduzione degli stress cronici (fisici, metabolici, psico-emotivi) e delle alterazione del sistema nervoso autonomo (simpatico-parasimpatico) per contrastare un’eventuale infiammazione sistemica cronica di basso grado

La mancata correzione posturale, dei fattori alimentari, dell’esercizio fisico, e del controllo dello stress, pur in presenza di un miglioramento della sintomatologia, è spesso solo transitoria, e con buona probabilità i disturbi si ripresenteranno, così come potrà peggiorare lo stato generale di salute.

Terapia:

farmaci analgesici-antiinfiammatori (assunti per bocca o ad assorbimento locale, ad esempio cerotti, gel, ecc.): l’effetto è spesso limitato al solo periodo di assunzione del farmaco. Coesistono importanti effetti collaterali, specie per un uso cronico, in presenza di disturbi gastroenterici o cardiovascolari.
– infiltrazione di cortisonici: azione spesso transitoria; causano ulteriore deterioramento delle strutture ligamentose
– Fkt / terapia fisica (fase acuta): può risultare utile l’uso di laser, ultrasuoni, o altre energie fisiche;

importante la rieducazione funzionale (ginnastica assistita tesa al riequilibrio muscolare della cuffia dei rotatori)

LACERAZIONE DELLA CUFFIA DEI ROTATORI

(rottura totale o parziale della cuffia dei rotatori)
Con il termine di “cuffia dei rotatori” si intende l’insieme di muscoli che contribuiscono al movimento della spalla e che di questa fanno parte (ad esempio il sovraspinoso, il sottospinoso ecc.)

Può avvenire in seguito ad un trauma improvviso o per degenerazione (specie nell’anziano)

Sintomi:
– da un dolore severo comparso improvvisamente (talvolta con uno schiocco avvertito alla spalla)
– ad una progressiva debolezza e dolore al movimento (spesso nell’elevazione o nella rotazione esterna del braccio)
– talvolta quasi completa incapacità ad alzare il braccio (e principali movimenti)

Diagnosi:
– Rx
– Ecografia dei tessuti molli
– Risonanza magnetica nucleare

Terapia:
– riposo (ed eventuale ortesi di immobilizzazione della spalla-braccio)
farmaci analgesici-antiinfiammatori
– infiltrazione di cortisonici
– Fkt: laserterapia, correnti diadinamiche o interferenziali (specie in fase acuta o subacuta), rieducazione funzionale assistita
– Chirurgia riparativa se la lacerazione è importante o esistano particolari esigenze (attività sportiva, ecc.)

CAPSULITE ADESIVA (spalla congelata)

E’ una spalla cronicamente rigida e dolorosa, alla cui genesi non è solitamente riferito alcun trauma significativo. La causa è spesso una immobilizzazione prolungata: ad esempio un progressivo sempre più scarso utilizzo della spalla in quanto ciò provoca dolore (vedi altre lesioni della spalla), o per un uso prolungato di un’ortesi di immobilizzazione, ecc.

Sintomi:
– limitazione del movimento della spalla in una o più direzioni (fino al blocco quasi completo)
– dolore ai gradi estremi del movimento ancora concesso

Terapia:
– Fkt: estesa ed aggressiva
Farmaci analgesici-antiinfiammatori

LESIONE ACROMIO CLAVICOLARE

E’ solitamente dovuta ad una caduta o ad un urto diretto sulla punta della spalla.

1° grado (distorsione).
La rottura della capsula articolare è solo parziale e non c’è deformità del profilo della spalla.
Trattamento: ghiaccio, farmaci analgesici-antiinfiammatori e una breve immobilizzazione:

2° grado (sublussazione).
L’estremità distale della clavicola può sporgere lievemente verso l’alto.
Una radiografia sotto sforzo può dimostrare un ampliamento del normale spazio articolare.
Trattamento: ghiaccio, farmaci analgesici-antiinfiammatori ed un più lungo periodo di immobilizzazione (2-4 settimane).

3° grado (lussazione).
La rottura dei legamenti acromio-clavicolari e coraco-clavicolari è completa.
Il dolore è più intenso e compare già all’iniziale tentativo di abduzione della spalla (elevazione del braccio verso l’esterno)). La clavicola è sporgente rispetto alla controlaterale. La diagnosi è confermabile con Rx.

Trattamento: è solitamente conservativo mediante immobilizzazione. Con una certa frequenza può permanere una deformazione (sporgenza) del profilo della clavicola, pur riacquistando una normale funzionalità. Il trattamento chirurgico si rende necessario solo in un limitato numero di casi (atleta, lavoratore pesante, ecc.).

LUSSAZIONE DI SPALLA (gleno-omerale)

Sono solitamente lussazioni anteriori (95%), dovute ad un movimento di abduzione e rotazione esterna: ad esempio caduta sulla mano o sul gomito.

Sintomi :
Il dolore è molto intenso ed il paziente solitamente tiene il braccio fermo contro il corpo. Il profilo della spalla appare appiattito lateralmente e sporgente in avanti.

Trattamento:
è richiesta la riduzione d’urgenza in un pronto soccorso ortopedico, previo accertamento di eventuali fratture (con Rx) o lesioni nervose (con l’esame del medico). Segue l’immobilizzazione del braccio (fasciatura alla Desault o ortesi di immobilizzazione) per circa 20 giorni.
Utile per un completo ed armonico recupero articolare e muscolare una rieducazione funzionale assistita.

Tra le più frequenti complicanze tardive (specie in caso di non corretto trattamento) ci sono le recidive della lussazione stessa che possono avvenire per traumi modesti o per sollecitazioni anche irrilevanti (ad esempio il nuoto): in tal caso sarà necessaria una stabilizzazione chirurgica (per via artroscopica o a cielo aperto a seconda dei casi).

SINDROME DELLO SCALENO ANTERIORE

Consiste nella compressione e/o trazione di un fascio vascolo-nervoso (arteria succlavia e plesso nervoso brachiale) da parte del muscolo scaleno anteriore, alla base del collo (tra 3°-6° vertebra cervicale e 1° costa).
La causa della compressione può risiedere in uno spasmo di tale muscolo (ad esempio per sforzi eccessivi o prolungati, o, specie nell’anziano, per una irritazione di una radice nervosa da parte di processi degenerativi artrosici cervicali). Talvolta è presente una costa cervicale anomala.

Sintomi:
– sensazioni di formicolio e riduzione di forza del braccio e della mano
– dolore al braccio e alla mano, profondo e mal localizzato, accentuato al risveglio o dopo il mantenimento prolungato di una posizione seduta (ad esempio per lavori di cucito)

Diagnosi:
è essenzialmente basata sull’esame fisico del soggetto, cercando di riprodurre attraverso particolari posizioni e movimenti la sintomatologia riferita. Generalmente non sono presenti segni obbiettivi di riferimento (ipotrofie muscolari, assenza di riflessi, ecc.).

Terapia:
– Fkt: rieducazione funzionale e posturale (aumentare la flessibilità del collo, ridurre la curva lordotica cervicale), trazioni cervicali.
Farmaci miorilassanti

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